Nuovo algoritmo YouTube 2026 spiegato da un creator
Hai gia’ caricato i tuoi primi 10, 15 o 20 video su YouTube ma le views restano bassissime? Continui a controllare YouTube Studio sperando in un miracolo mentre vedi altri creator esplodere con numeri pazzeschi e tu resti fermo al palo. Ti senti frustrato, demotivato e magari stai pensando di mollare tutto. Eppure stai proprio nel momento cruciale: la fase invisibile che quasi tutti i canali attraversano all’inizio. In questo articolo ti spiego come funziona davvero l’algoritmo di YouTube nei primi mesi del 2026, perche’ i tuoi video sembrano invisibili all’inizio e soprattutto come superare questa fase senza bruciarti, anche se hai solo poche ore a settimana da dedicare.
L’algoritmo non ti sta ignorando ne’ penalizzando. Sta semplicemente raccogliendo dati. Ogni video che pubblichi e’ come un piccolo seme: in superficie cresce piano, ma sotto terra le radici si stanno espandendo. YouTube non spinge il tuo primo contenuto a milioni di persone dalla home page. Inizia con test su piccoli campioni di spettatori per osservare comportamenti reali: CTR (percentuale di click), watch time medio, retention (quanto restano a guardare), like, commenti e pattern generali. Serve tempo per capire a chi proporre i tuoi video in modo preciso.
La costanza e’ fondamentale. Pubblicare regolarmente dimostra serieta’. YouTube premia canali che creano community, fanno tornare le persone e mantengono gli utenti sulla piattaforma. Non gli interessano creator che spariscono dopo pochi video. La fase invisibile dura settimane o mesi proprio perche’ l’algoritmo ha bisogno di abbastanza dati dal tuo canale e dal pubblico. Molti mollano intorno al video numero 20, quando in realta’ e’ proprio li’ che le cose iniziano a sbloccarsi: i video dal 20 al 50 cadono su terreno piu’ fertile grazie ai dati accumulati.

Nel 2026 l’algoritmo e’ ancora piu’ ’TikTokizzato’: conta pochissimo il numero di iscritti. Un canale con 100 iscritti puo’ esplodere se manda i segnali giusti: alto CTR, ottima retention, engagement autentico. Appena carichi, il video va a un piccolo gruppo test. Se performa bene (gente che guarda tanto, interagisce), passa a gruppi piu’ grandi fino a raggiungere milioni. Esempio reale: un video su ’sette modi per fare 1000 euro extra al mese online’ ha fatto solo 4600 views nei primi 30 giorni con circa 3000 iscritti al canale, poi dopo 50 giorni e’ schizzato a 65500 e alla fine quasi 100000 views. E’ esploso al video numero 49 del canale.
Non paragonarti agli altri: uccide la motivazione. Non sai quante ore, team o aiuti hanno dietro. Anche un video a settimana ben fatto batte la quantita’ senza qualita’. Consiglio pratico: 1-3 video long al massimo, piu’ 2-3 shorts se vuoi frequenza. Almeno uno a settimana per dare segnali continui all’algoritmo e fidelizzare il pubblico.
Superare la fase invisibile significa ridefinire il successo: concentrati su cio’ che controlli (impegno, miglioramento skills, qualita’ script/editing/registrazione). Trova una community di creator simili per supporto. Crea con intenzione: offri sempre la tua prospettiva unica, non inseguire trend. Innamorati del processo: pubblica, impara, migliora, ripeti. I video sono asset eterni: riutilizzabili in shorts, post, articoli. Possono esplodere anche dopo mesi o anni.
Il tuo pubblico esiste gia’: ogni giorno milioni aprono YouTube cercando qualcosa di specifico o proprio te senza saperlo. L’algoritmo ha bisogno di tempo per trovare le corrispondenze perfette tra te e loro in mezzo a miliardi di video. Resta costante: il successo arriva quando sei li’ nel momento giusto. Non mollare ora: stai seminando per un raccolto enorme.
Indice
- La fase invisibile: perche’ i primi video non decollano
- Costanza: il segnale che YouTube cerca davvero
- Come funziona il test dell’algoritmo sui nuovi video
- Superare il video 20: quando inizia la crescita realeRidefinire il successo e non mollare mai
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Tutorial video

La fase invisibile: perche’ i primi video non decollano
Nei primi mesi su YouTube i numeri sembrano ridicoli e questo scoraggia tantissimo. Carichi un video con titolo perfetto, thumbnail accattivante, hook forte e editing curato, ma dopo 10 giorni solo 78 views, di cui molte tue. Sembra che l’algoritmo ti ignori. In realta’ sta lavorando: raccoglie dati preziosi.
Ogni upload e’ un test. YouTube osserva come reagiscono gli spettatori: quanto cliccano, quanto guardano, dove mollano, se mettono like o commentano. Calcola retention curva, watch time medio e pattern di comportamento. Non spinge subito a tutti perche’ protegge la piattaforma e gli utenti da contenuti mediocri. Serve capire chi e’ il tuo pubblico ideale.
Immagina i video come alberi: sopra crescono lenti, sotto le radici si rafforzano. Senza radici profonde l’algoritmo non ha basi per promuoverti. La fase invisibile e’ normale per tutti, anche per canali che poi esplodono. Serve pazienza: l’algoritmo deve accumulare abbastanza dati dal tuo canale e dagli spettatori per fare match precisi. Senza costanza i dati restano pochi e il canale resta invisibile.
Molti pensano di essere penalizzati, ma non e’ cosi’. YouTube vuole canali seri che creano valore continuo. Se pubblichi sporadicamente sparisci. La fase serve proprio a filtrare chi molla presto da chi resta. Riconoscerla ti aiuta a non arrenderti: stai costruendo fondamenta solide per la crescita futura.
Costanza: il segnale che YouTube cerca davvero
La costanza e’ il mattone principale per crescere su YouTube nel 2026. L’algoritmo premia chi dimostra impegno nel tempo. Non gli interessano creator che caricano quattro video ogni cinque anni e poi spariscono. Vuole canali che costruiscono community, fanno tornare le persone e tengono gli utenti attivi.
Pubblicare regolarmente permette di raccogliere dati continui: l’algoritmo impara i tuoi pattern, il tuo stile, il tuo pubblico target. Ogni video aggiunge informazioni su retention, CTR, engagement. Senza costanza i dati sono insufficienti e la promozione resta minima.
Anche con poco tempo basta un video a settimana ben fatto. Meglio qualita’ che quantita’ eccessiva che satura audience e algoritmo. 1-3 long form al massimo, integrati da shorts per frequenza extra. La costanza crea fiducia: YouTube capisce che sei serio e inizia a investire su di te mostrando i contenuti a piu’ persone.
Il rischio piu’ grande e’ mollare proprio quando i dati stanno diventando sufficienti. Molti abbandonano al video 20 per mancanza di risultati immediati, ma e’ li’ che le basi sono pronte per la spinta reale. La costanza trasforma la fase invisibile in trampolino di lancio. Resta li’: ogni upload e’ un passo verso l’esplosione.
Come funziona il test dell’algoritmo sui nuovi video
L’algoritmo di YouTube nel 2026 funziona come un sondaggio progressivo. Appena pubblichi, il video va a un piccolo campione significativo di spettatori. E’ un test iniziale: se performa bene (alto CTR, retention solida, like e commenti positivi) passa a un gruppo piu’ grande. Se continua a funzionare, si allarga ancora fino a raggiungere milioni.
Non conta il numero di iscritti: un canale piccolo puo’ virale se manda segnali forti. L’importante e’ la rilevanza per quello spettatore specifico. YouTube guarda se il video ha senso per chi lo vede, non se sei famoso o simpatico.
Esempio concreto: un video pubblicato con 3000 iscritti ha fatto 4600 views in 30 giorni. Dopo 50 giorni e’ salito a 65500 perche’ l’algoritmo aveva raccolto abbastanza dati su spettatori e community. Poi e’ esploso a quasi 100000 views. Il processo richiede giorni, settimane o mesi, ma e’ cosi’ che cresce un canale.
I segnali chiave sono CTR, retention, engagement autentico dal campione test. Migliorarli significa passare i test e sbloccare promozione massiva. Capire questo meccanismo toglie frustrazione: non e’ magia, e’ scienza dei dati. Lavora su quei segnali e l’algoritmo fara’ il resto.
Superare il video 20: quando inizia la crescita reale
Il momento piu’ critico e’ intorno al video 20. Le statistiche dicono che il 90% dei creator molla li’: tanto impegno in script, registrazione, editing senza risultati visibili porta a dire ’non fa per me’. Invece e’ proprio li’ che l’algoritmo ha abbastanza dati per iniziare a spingere davvero.
I video dal 20 al 50 cadono su terreno fertile: radici profonde, audience profilata, segnali chiari. Un esempio e’ il video numero 49 di un canale che ha segnato l’esplosione vera, portando views e iscritti a crescere esponenzialmente.
Fermarsi al 20, 30 o 40 e’ come allenarsi mesi per una gara e mollare il giorno prima. La crescita non e’ lineare: arriva dopo accumulo. Ogni video aiuta l’algoritmo a capire meglio chi sei, cosa pubblichi, chi e’ il tuo pubblico e cosa vuole.
Anche se le views restano basse, non hai fallito: stai testando format, editing, tono voce, postura. Migliori dell’1% ogni volta. Ragiona da archeologo: scava, crea, vedi cosa emerge e segui la nicchia che funziona. I video sono asset riutilizzabili: shorts, tweet, blog. Non e’ mai lavoro sprecato. Supera quel muro: la crescita reale parte dopo.
Ridefinire il successo e non mollare mai
Per non mollare devi cambiare idea di successo. Non puoi controllare views o iscritti, ma controlli impegno, skills e qualita’. Se dopo mesi scripti o editi piu’ veloce, e’ gia’ vittoria enorme.
Trova una community: gruppo Telegram, Discord, creator simili. Confrontati, lamentati insieme, supportati. Fa differenza enorme sapere che non sei solo.
Crea con intenzione: dai la tua prospettiva unica, non inseguire trend. La tua unicita’ cambia tutto. Innamorati del processo: pubblica, impara, migliora, ripeti. Ignora views, focalizzati sul sistema.
Il pubblico esiste: milioni aprono YouTube ogni giorno cercando proprio te. L’algoritmo ha bisogno di tempo per matcharvi tra miliardi di video. Sii li’ quando succede.
Il paragone uccide: non sai cosa c’e’ dietro agli altri (team, tempo). Un video a settimana fatto bene batte tutto. Resta costante, migliora, crea valore autentico. Il tuo pubblico allineato tornera’ e interagira’ in modo incredibile. Libera il potenziale: il successo arriva con pazienza e costanza.
Written by Mokik
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