Gli strumenti di intelligenza artificiale come Claude Code e altri sistemi simili permettono di accedere ai dati attraverso tre metodi principali: MCP, API e controllo del browser. Questi approcci coprono la maggior parte delle esigenze di estrazione e interazione con servizi esterni, anche quando uno di essi non è disponibile o risulta limitato. Spesso chi opera nel settore si ferma a una sola opzione senza considerare le alternative, ma la combinazione dei tre livelli consente di affrontare situazioni diverse in modo flessibile.
Il controllo del browser si rivela particolarmente potente perché permette di eseguire praticamente qualsiasi operazione, inclusa l'estrazione di dati da siti web. È essenziale però verificare le politiche dei siti interessati per assicurarsi che l'operazione sia consentita. Su Chrome è possibile installare l'estensione dedicata a Claude, che abilita azioni su piattaforme prive di API o di MCP ufficiale.
MCP, API e controllo del browser rappresentano i tre livelli più utilizzati per far interagire gli strumenti AI con servizi esterni. MCP funziona come un ponte che mette a disposizione tutte le azioni possibili all'interno di un altro servizio, mentre le API offrono interfacce più strutturate e il controllo del browser permette di operare direttamente sull'interfaccia web.
In molti casi questi metodi si usano in alternativa: se MCP non è presente o risulta troppo permissivo, si passa alle API; se nemmeno queste coprono la necessità, entra in gioco il controllo del browser. L'esempio classico riguarda Search Console, le cui API sono limitate in alcune funzioni e che non dispone di un MCP ufficiale (esiste solo una versione open-source di terzi). Alcuni dati non estraibili via API possono essere recuperati proprio tramite controllo del browser.
Il controllo del browser consente di eseguire qualsiasi tipo di operazione, dalla semplice navigazione all'estrazione di informazioni specifiche. Prima di procedere è sempre necessario controllare le policy del sito di destinazione per verificare se l'accesso e l'estrazione dei dati sono ammessi.
L'installazione dell'estensione Claude su Chrome apre la possibilità di agire su piattaforme che non offrono API né MCP. Questo approccio viene utilizzato per svolgere attività che altrimenti resterebbero impossibili, colmando i vuoti lasciati dagli altri due metodi.
MCP richiede attenzione perché concede accesso a tutte le funzioni di un servizio. In un esempio legato a Brevo, l'MCP è stato attivato ma con il blocco esplicito dell'invio di email, proprio per evitare azioni non desiderate. Alcune operazioni non possono essere eseguite in ogni caso, ma il rischio principale è l'esecuzione automatica di compiti non guidati.
Quando si utilizza MCP senza filtrare le istruzioni, il sistema carica l'intero set di comandi disponibili. Questo comporta un consumo elevato di token e include funzionalità non necessarie. Per questo motivo molti preferiscono limitare MCP alle sole funzioni effettivamente usate, oppure ricorrere alle API quando disponibili.
Le API risultano spesso preferibili perché sono più mirate e non caricano istruzioni superflue. Caricando solo ciò che serve si riduce il consumo di token e si evita di eseguire azioni non richieste. Il controllo di MCP, attraverso la rimozione delle funzioni non utilizzate, produce un effetto simile, ma le API offrono generalmente maggiore precisione e minore overhead.
In pratica, se un servizio mette a disposizione API complete, queste vengono scelte al posto di MCP per evitare di appesantire il contesto con istruzioni inutili. Questa scelta mantiene l'efficienza e riduce il rischio di comportamenti non intenzionali.
Le ricerche effettuate da strumenti come Claude avvengono spesso tramite controllo del browser: l'agente visita un sito e svolge un compito specifico, come estrarre un determinato tipo di informazione. Questo tipo di accesso non è sempre conteggiato come referral di marketing, perché l'agente arriva per prendere contenuti, effettuare training o eseguire azioni mirate.
Il tema diventa centrale per gli analytics: occorre capire come intercettare gli agenti che agiscono per conto di una persona e distinguerli dai bot. Cloudflare risulta attualmente la piattaforma più avanzata nel blocco selettivo dei bot. Quando invece è un umano a assegnare un compito a un agente, si entra in una casistica diversa, ancora poco regolata e con scarsi dati disponibili. Il tema è considerato cruciale per il futuro e richiede attenzione tempestiva.
Osservando i referral e le conversioni, ChatGPT risulta quello che converte di più, seguito da Gemini. Perplexity genera meno traffico di Claude ma viene utilizzato per scopi specifici e, secondo le analytics dei siti, produce spesso più conversioni di Claude.
In Italia i dati indicano Claude al 42% e ChatGPT al 40%. Perplexity non compare in alcune classifiche ma, analizzando le analytics dei siti web, mostra conversioni nettamente superiori a quelle di Claude. Questi numeri, pur da interpretare con cautela come molte classifiche, aiutano a comprendere come gli utenti raggiungono i contenuti e per quali scopi utilizzano i diversi sistemi. La riflessione finale sottolinea l'importanza di non dimenticare lo scopo per cui uno strumento viene impiegato.
Il controllo del browser si rivela particolarmente potente perché permette di eseguire praticamente qualsiasi operazione, inclusa l'estrazione di dati da siti web. È essenziale però verificare le politiche dei siti interessati per assicurarsi che l'operazione sia consentita. Su Chrome è possibile installare l'estensione dedicata a Claude, che abilita azioni su piattaforme prive di API o di MCP ufficiale.
Indice
- I tre metodi principali di accesso ai dati
- Il controllo del browser come soluzione completa
- Limiti e uso consapevole di MCP
- Preferenza per le API e gestione dei token
- Implicazioni per analytics e riferimenti degli agenti AI
- Dati su conversioni e traffico in Italia
Tutorial video

I tre metodi principali di accesso ai dati
MCP, API e controllo del browser rappresentano i tre livelli più utilizzati per far interagire gli strumenti AI con servizi esterni. MCP funziona come un ponte che mette a disposizione tutte le azioni possibili all'interno di un altro servizio, mentre le API offrono interfacce più strutturate e il controllo del browser permette di operare direttamente sull'interfaccia web.
In molti casi questi metodi si usano in alternativa: se MCP non è presente o risulta troppo permissivo, si passa alle API; se nemmeno queste coprono la necessità, entra in gioco il controllo del browser. L'esempio classico riguarda Search Console, le cui API sono limitate in alcune funzioni e che non dispone di un MCP ufficiale (esiste solo una versione open-source di terzi). Alcuni dati non estraibili via API possono essere recuperati proprio tramite controllo del browser.
Il controllo del browser come soluzione completa
Il controllo del browser consente di eseguire qualsiasi tipo di operazione, dalla semplice navigazione all'estrazione di informazioni specifiche. Prima di procedere è sempre necessario controllare le policy del sito di destinazione per verificare se l'accesso e l'estrazione dei dati sono ammessi.
L'installazione dell'estensione Claude su Chrome apre la possibilità di agire su piattaforme che non offrono API né MCP. Questo approccio viene utilizzato per svolgere attività che altrimenti resterebbero impossibili, colmando i vuoti lasciati dagli altri due metodi.
Limiti e uso consapevole di MCP
MCP richiede attenzione perché concede accesso a tutte le funzioni di un servizio. In un esempio legato a Brevo, l'MCP è stato attivato ma con il blocco esplicito dell'invio di email, proprio per evitare azioni non desiderate. Alcune operazioni non possono essere eseguite in ogni caso, ma il rischio principale è l'esecuzione automatica di compiti non guidati.
Quando si utilizza MCP senza filtrare le istruzioni, il sistema carica l'intero set di comandi disponibili. Questo comporta un consumo elevato di token e include funzionalità non necessarie. Per questo motivo molti preferiscono limitare MCP alle sole funzioni effettivamente usate, oppure ricorrere alle API quando disponibili.
Preferenza per le API e gestione dei token
Le API risultano spesso preferibili perché sono più mirate e non caricano istruzioni superflue. Caricando solo ciò che serve si riduce il consumo di token e si evita di eseguire azioni non richieste. Il controllo di MCP, attraverso la rimozione delle funzioni non utilizzate, produce un effetto simile, ma le API offrono generalmente maggiore precisione e minore overhead.
In pratica, se un servizio mette a disposizione API complete, queste vengono scelte al posto di MCP per evitare di appesantire il contesto con istruzioni inutili. Questa scelta mantiene l'efficienza e riduce il rischio di comportamenti non intenzionali.
Implicazioni per analytics e riferimenti degli agenti AI
Le ricerche effettuate da strumenti come Claude avvengono spesso tramite controllo del browser: l'agente visita un sito e svolge un compito specifico, come estrarre un determinato tipo di informazione. Questo tipo di accesso non è sempre conteggiato come referral di marketing, perché l'agente arriva per prendere contenuti, effettuare training o eseguire azioni mirate.
Il tema diventa centrale per gli analytics: occorre capire come intercettare gli agenti che agiscono per conto di una persona e distinguerli dai bot. Cloudflare risulta attualmente la piattaforma più avanzata nel blocco selettivo dei bot. Quando invece è un umano a assegnare un compito a un agente, si entra in una casistica diversa, ancora poco regolata e con scarsi dati disponibili. Il tema è considerato cruciale per il futuro e richiede attenzione tempestiva.
Dati su conversioni e traffico in Italia
Osservando i referral e le conversioni, ChatGPT risulta quello che converte di più, seguito da Gemini. Perplexity genera meno traffico di Claude ma viene utilizzato per scopi specifici e, secondo le analytics dei siti, produce spesso più conversioni di Claude.
In Italia i dati indicano Claude al 42% e ChatGPT al 40%. Perplexity non compare in alcune classifiche ma, analizzando le analytics dei siti web, mostra conversioni nettamente superiori a quelle di Claude. Questi numeri, pur da interpretare con cautela come molte classifiche, aiutano a comprendere come gli utenti raggiungono i contenuti e per quali scopi utilizzano i diversi sistemi. La riflessione finale sottolinea l'importanza di non dimenticare lo scopo per cui uno strumento viene impiegato.
Salsomaggiore Terme (Tecnologia) - 06/11/2026 - Metodi per accedere ai dati con MCP, API e controllo del browser
Written by Mokik
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