Salsomaggiore Terme (Tecnologia) -
16/09/2026 - iPhone 18 Pro e iPhone Duo pieghevole
Oggi ci concentriamo sulla categoria iPhone, perché c’è davvero tanto da raccontare. Sono stati annunciati i nuovi Watch e le AirPods, ma il cuore della presentazione sono l’iPhone 18 Pro, l’iPhone 18 Pro Max e soprattutto il nuovissimo iPhone Duo, il primo pieghevole della storia Apple. Continuare a chiamarlo Neo per abitudine è un casino, ma il nome ufficiale è Duo e rappresenta un salto importante. Il design dei Pro resta praticamente identico a quello del 17, mentre il Duo apre un capitolo completamente nuovo, con un’esperienza che, dopo averlo tenuto in mano per una quindicina di minuti, lascia davvero a bocca aperta. Dalla gestione termica migliorata alla batteria, dalla fotocamera con controllo dell’apertura fino alla transizione fluidissima del pieghevole, ogni dettaglio merita attenzione. In questo articolo raccontiamo tutto senza filtri, partendo dai Pro e arrivando al Duo che, onestamente, è la vera star della giornata. Prepariamoci a capire se vale la pena aggiornare e cosa cambia davvero rispetto al passato.
Partiamo dagli iPhone 18 Pro e Pro Max perché, anche se non rappresentano una rivoluzione totale, contengono una serie di affinamenti interessanti. Il design è praticamente identico a quello del 17 presentato l’anno scorso, che a sua volta aveva già portato cambiamenti rispetto agli anni precedenti. Niente di troppo diverso, e per molti questo è un punto a favore: continuità e familiarità. Il nuovo chip è l’A20 Pro, con una serie di miglioramenti sul fronte dell’efficienza. I colori disponibili sono quattro e merita soffermarsi un attimo su ciascuno. C’è il Glacier, che non andrebbe sottovalutato. Poi un blu che richiama quello dell’anno scorso. Il Burgundy, che sembra essere il favorito soprattutto tra le ragazze, con tanti commenti di chi non vede l’ora di accessorizzarlo e mettere cover carine, perfetto per l’autunno. Il silver classico e il grande ritorno del matte nero, che dal vivo è molto figo. Attenzione però: sul nero matte conviene mettere subito una cover perché le ditate si notano. Di base non ci sono grossissimi cambiamenti rispetto al 17 Pro. Apple ha parlato di thermomanagement spiegando un nuovo sistema con vapore che riduce praticamente a niente il surriscaldamento del telefono. Una grande promessa riguarda la batteria: sul 18 Pro è la stessa identica del 17 Pro Max, e non è male. Sul [URLAMPI=https://www.mrpaloma.com/notizie/2800-iphone-duo-iphone-pro-tutte-novita-apple-tra-pieghevole]18 Pro Max[/URLAMP] invece è la migliore di sempre. Questi sono i punti salienti sul fronte hardware e autonomia. Chi arriva da un 17 o da un 17 Pro Max non troverà motivi sufficienti per un upgrade immediato. Chi invece arriva da un modello molto più datato e vuole fare un salto di qualità può considerarli, soprattutto se il colore Burgundy lo conquista. L’esperienza diretta è stata limitata a pochi secondi di prova, quindi i piccoli aggiustamenti, soprattutto quelli legati al software, andranno testati nel quotidiano. Nel complesso i Pro restano prodotti solidi e raffinati, ma il vero motivo di eccitazione della giornata è un altro e lo vedremo tra poco. I prezzi si aggirano intorno ai 1400 euro per il Pro e 1600 euro per il Pro Max, con preorder a partire dal 12 e disponibilità dal 18. Un quadro chiaro e senza sorprese eccessive, in linea con le aspettative di chi segue da vicino le presentazioni Apple.
La telecamera del Pro, come sempre, è una bomba e viene presentata come la migliore di sempre. Quest’anno è stata aggiunta una funzione chiamata aperture, ovvero apertura, che controlla quanta luce entra nell’obiettivo quando si scatta. Si espande e si richiude a seconda di quello che si desidera. Si controlla direttamente dall’app Fotocamera con quattro stop tra cui scegliere. La cosa interessante è che si vede: guardando il telefono da dietro, nella telecamera, si notano sei piccole lamette che dicono essere fini quanto un capello e che controllano proprio questa luce. Stiamo parlando di roba pro, destinata a chi di fotografia se ne intende. Di cambiamenti giganti non ce ne sono, ma i controlli avanzati sulla fotocamera stessa arricchiscono l’esperienza. La Dynamic Island è un po’ più piccola e ora supporta più attività allo stesso tempo, fino a tre che si possono avere lassù contemporaneamente. Un’altra novità carina è il Wrist Band, praticamente la versione da polso della Body Strap uscita l’anno scorso. Per chi vive in una grande città come Londra può tornare utile, e si può usare anche con le AirPods tenendole sempre a portata di mano. Questi dettagli completano il quadro dei Pro: non rivoluzionano, ma affinano. La prova diretta è stata brevissima, solo 15 secondi circa, quindi sarà necessario un test più prolungato nel quotidiano per verificare quanto incidano davvero questi piccoli miglioramenti, molti dei quali legati al software. Chi cerca un upgrade sensibile dal 17 dovrà valutare attentamente se le novità sulla fotocamera e sulla gestione termica giustificano la spesa. Per chi invece arriva da modelli precedenti, il salto è più evidente. Nel complesso i Pro mantengono lo standard elevato a cui Apple ci ha abituati, con la fotocamera che continua a essere uno dei punti di forza assoluti e la nuova apertura che aggiunge un livello di controllo in più per chi ama scattare in modo consapevole. Il tutto senza stravolgere l’esperienza d’uso consolidata.
Mettiamoci comodi perché arriviamo al primo pieghevole della storia Apple. L’iPhone Duo è qui. Ce l’avevano spoilerato, ce l’avevano detto in tutte le salse, sapevamo che sarebbe arrivato, ma mai ci saremmo aspettati di rimanere così wow. L’abbiamo tenuto in mano, l’abbiamo potuto testare per circa 15 minuti e non si fa altro che pensarci. Duo, come probabilmente due prodotti, perché in effetti avere questo iPhone significa non soltanto avere un iPhone, ma avere anche un iPad mini. Dal punto di vista ingegneristico il prodotto è spaziale, molto meglio di quello che ci aspettavamo. C’era un po’ di paura, va detta la verità, ma la sensazione è positiva fin da subito. Da chiuso è un iPhone più compatto, più corto e più tozzo, ma comunque molto figo e assolutamente comodo anche con una mano sola. Non bisogna imparare niente di nuovo, anche se non si viene da un pieghevole e anche se non se ne è mai provato uno. È molto naturale da avere in mano e non è uno shock. Dopo 10 minuti sembra di averlo sempre avuto. Il display esterno da 5,4 pollici, quando viene aperto, diventa da 7,6 pollici, praticamente poco meno di un iPad mini, e può essere utilizzato anche in verticale in maniera tranquillissima e comodissima. Messaggiare in verticale è una figata. Questi sono i bullet point da sapere subito. Non c’è il Face ID: si torna al vecchio Touch ID. Quando il Duo è chiuso si trova nel lato destro per il pollice e si sblocca così, ed è compatibile con MaxSave, cosa che non ci aspettavamo. Software-wise si vede subito da chiuso che hanno spostato i bottoni verticalmente sulla destra. Essendo più compatto di un iPhone normale, per dare più spazio allo schermo li hanno messi di lato in una barra verticale. La prima cosa di cui ci si rende conto quando lo si ha in mano e lo si apre è la transizione. È la cosa più bella che abbiamo mai visto. L’abbiamo aperto e chiuso 50 volte. La continuità con cui dal display esterno passa a quello interno senza un briciolo di millisecondo di blocco, che spesso gli altri pieghevoli hanno, è davvero super smooth. Il prodotto hardware-wise è una bomba e merita un 10 con lode già da queste prime impressioni.
La seconda cosa assolutamente pazzesca è che una volta aperto il Duo ha questo display opaco in nano texture. Numero uno: non fa vedere per niente la piega in mezzo. Un minimo di piega c’è, ma non si sente, non si vede e non dà per niente fastidio, che è la cosa del pieghevole di solito più fastidiosa. Numero due: non ha riflessi. L’abbiamo messo a confronto con un iPhone Pro e anche a confronto con il suo display esterno che non ha questa opacità. Zero riflessi. Guardare un film così significa che in qualsiasi condizione di luce si può guardare senza disturbi di nessun tipo. Immaginate in aereo. La transizione è fluidissima e la sensazione tattile è estremamente naturale. Da chiuso il form factor è comodo, da aperto diventa uno strumento di produttività e intrattenimento. Il ritorno al Touch ID non è un passo indietro: quando è chiuso il sensore è posizionato in modo ergonomico per il pollice destro. La compatibilità con MaxSave amplia le possibilità di utilizzo. I bottoni verticali sulla destra sono una scelta logica data la forma più compatta. Dopo pochi minuti di utilizzo tutto diventa familiare. Il display interno da 7,6 pollici si usa benissimo anche in verticale, e messaggiare in quella posizione è particolarmente comodo. La piega è gestita in modo eccellente: quasi invisibile e non percettibile al tatto. L’opacità della superficie interna elimina i riflessi in modo impressionante, rendendo l’esperienza di visione cinematografica anche in condizioni di luce non ottimali. Questi dettagli fanno capire perché, dopo solo 15 minuti di prova, si continua a pensarci. L’ingegneria dietro al prodotto è di alto livello e supera le aspettative di chi temeva compromessi tipici dei pieghevoli. Il Duo non si limita a essere un telefono che si piega: diventa un dispositivo ibrido che unisce le qualità di uno smartphone e di un piccolo tablet in un unico oggetto portatile e naturale da usare.
Passiamo alla telecamera, che interessa a molti. Non ci aspettavamo il peggio, ma la sorpresa è positiva. Telecamera di base a 48 megapixel e ha la stessa ultra wide del 18 Pro. Quindi il grandangolo c’è, 0,5, meraviglioso, funziona benissimo. Avevamo paura che non ci stesse. Non ha la terza telecamera, quindi lo zoom si ferma a due, e questo è un piccolo peccato, però ha una nuova cosa pensata, secondo noi, proprio per i creator: la chiamano Duo Preview. Tramite un piccolo bottoncino in alto a sinistra della telecamera si può girare completamente il Duo e potersi vedere nel display esterno mentre qualcuno sta scattando o registrando con la telecamera esterna, così da capire dove si è inquadrati. Rivoluzione. Tutti i migliaia di gadget comprati per potersi vedere dall’esterno usando la qualità della telecamera esterna non servono più. Altra figata è che si può splittare lo screen proprio come sull’iPad e quindi lavorare su più app contemporaneamente mettendole una accanto all’altra. Ha una durabilità impressionante: è water resistant, lo si può letteralmente immergere e non succede niente. La cerniera dietro sembra solidissima. Hanno fatto anche le cover, che in realtà sono più di bellezza perché c’è poco da proteggere, e hanno questo sistema per cui quando le apri si vede proprio che sono fatte apposta per l’apertura del Duo: sparisce la crease e riappare a seconda di apri e chiudi. Software-wise hanno annunciato un paio di cose molto interessanti, tra cui il fatto che il sistema operativo capisce quanto lo stai aprendo e chiudendo e risponde di conseguenza. Stai guardando un film? Lo vuoi piegare per appoggiarlo senza bisogno di treppiede? Continui a guardare il film e lui capisce e ti mette sotto i controlli di volume, stop, avanti e indietro per poter vedere e controllare sullo stesso schermo splittato a metà. Se poi lo rigiri, hai anche tutte le funzioni dello standby mode: diventa per esempio una piccola sveglia analogica molto carina. È praticamente un piccolo giocattolo che si può rigirare quanto si vuole. Una pecca di design che un sacco di gente già sta notando è il fatto che, quando lo guardi da chiuso, ha un corner stondato e uno invece quadrato. A noi personalmente non ha dato fastidio e magari in futuro lo miglioreranno. I colori sono due: bianco e blu scuro. Sappiamo che molte andranno per il bianco, ma non sottovalutate quel blu: è elegantissimo e dal vivo, quando lo apri, è impressionante. Sulla batteria abbiamo fatto molte domande perché c’era incertezza. Apple dichiara 24 ore di batteria con una carica, quindi dovrebbe durare tutto il giorno, la stessa durata dichiarata per l’iPhone 18 base. Si potrebbe pensare che la batteria del Duo sia identica a quella del 18 base, ma è incorretto perché non si sa ancora quale sarà esattamente la modalità d’uso del Duo. Se ci pensate, sostituirà un sacco di cose che facciamo. Lo useremo molto di più di un iPhone normale. Lo useremo per disegnare, leggere, sostituire i libri, la televisione. Tante delle cose che adesso facciamo su altri device andranno inserite nel telefono una volta che avremo il Duo. Dipende anche da quanto si usa il display esterno rispetto a quello interno, perché quello interno consuma di più. Quindi la batteria dipende da come effettivamente si usa il Duo, però comunque è una solida bella batteria. Un’altra figata: sul Duo si potrà usare l’Apple Pencil. Per adesso no, arriverà con un nuovo aggiornamento verso fine anno, però immaginate le possibilità. Letteralmente un piccolo iPad in tasca, solo con la versione USB dell’Apple Pencil, quindi se ne avete una vecchia in casa ritiratela fuori.
Il prezzo del Duo è ovviamente alto: 2369 euro, disponibile dal 23 ottobre. Costa tanto, lo sapevamo, ce l’aspettavamo, ma il prodotto per noi si merita un 10 con lode. Dovremo testarlo nel quotidiano e ne riparleremo. Durante il briefing sugli iPhone siamo riusciti a chiarire una serie di domande per essere sicuri di raccontare le cose proprio come stanno. Alcune cose fatte là dentro sono ancora sotto embargo e le vedrete quando usciranno. Per chi si sta chiedendo se prendere l’iPhone 18 Pro Max o il Duo, faremo un piccolo confronto anche su altri canali e poi ne riparleremo qui quando avremo la possibilità di testare tutti i prodotti a fondo. I Pro restano scelte solide per chi cerca continuità e le migliori prestazioni fotografiche, con prezzi intorno ai 1400 euro per il Pro e 1600 euro per il Pro Max, preorder dal 12 e disponibilità dal 18. Il Duo invece apre un mondo nuovo: non è solo un telefono pieghevole, ma un dispositivo che unisce smartphone e tablet in un form factor naturale e sorprendente. La transizione fluidissima, il display opaco senza riflessi, la Duo Preview per i creator, lo split screen, la resistenza all’acqua e le funzioni software che reagiscono all’angolo di apertura lo rendono un prodotto davvero speciale. La batteria di 24 ore dichiarate è un buon punto di partenza, anche se l’uso reale sarà più intenso rispetto a un telefono tradizionale. L’arrivo dell’Apple Pencil a fine anno aggiungerà ulteriori possibilità. In sintesi, se avete un 17 o un 17 Pro Max e non siete particolarmente attratti dal pieghevole, i Pro non giustificano un upgrade forzato. Se invece volete fare un salto o siete incuriositi da un dispositivo che cambia il modo di usare il telefono, il Duo merita tutta l’attenzione del caso. Dalla diretta di Cupertino, con la mela alle spalle, queste sono le nostre impressioni a caldo. Il futuro degli iPhone sembra più interessante che mai.
Indice
- iPhone 18 Pro e Pro Max design chip colori e miglioramenti
- Fotocamera aperture Dynamic Island e accessori del Pro
- iPhone Duo il primo pieghevole di Apple dal vivo
- Display transizione Touch ID e sensazioni d’uso del Duo
- Fotocamera Duo Preview software e batteria del pieghevole
- Prezzi disponibilità e conclusioni su Pro Max o Duo
Tutorial video
iPhone 18 Pro e Pro Max design chip colori e miglioramenti
Partiamo dagli iPhone 18 Pro e Pro Max perché, anche se non rappresentano una rivoluzione totale, contengono una serie di affinamenti interessanti. Il design è praticamente identico a quello del 17 presentato l’anno scorso, che a sua volta aveva già portato cambiamenti rispetto agli anni precedenti. Niente di troppo diverso, e per molti questo è un punto a favore: continuità e familiarità. Il nuovo chip è l’A20 Pro, con una serie di miglioramenti sul fronte dell’efficienza. I colori disponibili sono quattro e merita soffermarsi un attimo su ciascuno. C’è il Glacier, che non andrebbe sottovalutato. Poi un blu che richiama quello dell’anno scorso. Il Burgundy, che sembra essere il favorito soprattutto tra le ragazze, con tanti commenti di chi non vede l’ora di accessorizzarlo e mettere cover carine, perfetto per l’autunno. Il silver classico e il grande ritorno del matte nero, che dal vivo è molto figo. Attenzione però: sul nero matte conviene mettere subito una cover perché le ditate si notano. Di base non ci sono grossissimi cambiamenti rispetto al 17 Pro. Apple ha parlato di thermomanagement spiegando un nuovo sistema con vapore che riduce praticamente a niente il surriscaldamento del telefono. Una grande promessa riguarda la batteria: sul 18 Pro è la stessa identica del 17 Pro Max, e non è male. Sul [URLAMPI=https://www.mrpaloma.com/notizie/2800-iphone-duo-iphone-pro-tutte-novita-apple-tra-pieghevole]18 Pro Max[/URLAMP] invece è la migliore di sempre. Questi sono i punti salienti sul fronte hardware e autonomia. Chi arriva da un 17 o da un 17 Pro Max non troverà motivi sufficienti per un upgrade immediato. Chi invece arriva da un modello molto più datato e vuole fare un salto di qualità può considerarli, soprattutto se il colore Burgundy lo conquista. L’esperienza diretta è stata limitata a pochi secondi di prova, quindi i piccoli aggiustamenti, soprattutto quelli legati al software, andranno testati nel quotidiano. Nel complesso i Pro restano prodotti solidi e raffinati, ma il vero motivo di eccitazione della giornata è un altro e lo vedremo tra poco. I prezzi si aggirano intorno ai 1400 euro per il Pro e 1600 euro per il Pro Max, con preorder a partire dal 12 e disponibilità dal 18. Un quadro chiaro e senza sorprese eccessive, in linea con le aspettative di chi segue da vicino le presentazioni Apple.
Fotocamera aperture Dynamic Island e accessori del Pro
La telecamera del Pro, come sempre, è una bomba e viene presentata come la migliore di sempre. Quest’anno è stata aggiunta una funzione chiamata aperture, ovvero apertura, che controlla quanta luce entra nell’obiettivo quando si scatta. Si espande e si richiude a seconda di quello che si desidera. Si controlla direttamente dall’app Fotocamera con quattro stop tra cui scegliere. La cosa interessante è che si vede: guardando il telefono da dietro, nella telecamera, si notano sei piccole lamette che dicono essere fini quanto un capello e che controllano proprio questa luce. Stiamo parlando di roba pro, destinata a chi di fotografia se ne intende. Di cambiamenti giganti non ce ne sono, ma i controlli avanzati sulla fotocamera stessa arricchiscono l’esperienza. La Dynamic Island è un po’ più piccola e ora supporta più attività allo stesso tempo, fino a tre che si possono avere lassù contemporaneamente. Un’altra novità carina è il Wrist Band, praticamente la versione da polso della Body Strap uscita l’anno scorso. Per chi vive in una grande città come Londra può tornare utile, e si può usare anche con le AirPods tenendole sempre a portata di mano. Questi dettagli completano il quadro dei Pro: non rivoluzionano, ma affinano. La prova diretta è stata brevissima, solo 15 secondi circa, quindi sarà necessario un test più prolungato nel quotidiano per verificare quanto incidano davvero questi piccoli miglioramenti, molti dei quali legati al software. Chi cerca un upgrade sensibile dal 17 dovrà valutare attentamente se le novità sulla fotocamera e sulla gestione termica giustificano la spesa. Per chi invece arriva da modelli precedenti, il salto è più evidente. Nel complesso i Pro mantengono lo standard elevato a cui Apple ci ha abituati, con la fotocamera che continua a essere uno dei punti di forza assoluti e la nuova apertura che aggiunge un livello di controllo in più per chi ama scattare in modo consapevole. Il tutto senza stravolgere l’esperienza d’uso consolidata.
iPhone Duo il primo pieghevole di Apple dal vivo
Mettiamoci comodi perché arriviamo al primo pieghevole della storia Apple. L’iPhone Duo è qui. Ce l’avevano spoilerato, ce l’avevano detto in tutte le salse, sapevamo che sarebbe arrivato, ma mai ci saremmo aspettati di rimanere così wow. L’abbiamo tenuto in mano, l’abbiamo potuto testare per circa 15 minuti e non si fa altro che pensarci. Duo, come probabilmente due prodotti, perché in effetti avere questo iPhone significa non soltanto avere un iPhone, ma avere anche un iPad mini. Dal punto di vista ingegneristico il prodotto è spaziale, molto meglio di quello che ci aspettavamo. C’era un po’ di paura, va detta la verità, ma la sensazione è positiva fin da subito. Da chiuso è un iPhone più compatto, più corto e più tozzo, ma comunque molto figo e assolutamente comodo anche con una mano sola. Non bisogna imparare niente di nuovo, anche se non si viene da un pieghevole e anche se non se ne è mai provato uno. È molto naturale da avere in mano e non è uno shock. Dopo 10 minuti sembra di averlo sempre avuto. Il display esterno da 5,4 pollici, quando viene aperto, diventa da 7,6 pollici, praticamente poco meno di un iPad mini, e può essere utilizzato anche in verticale in maniera tranquillissima e comodissima. Messaggiare in verticale è una figata. Questi sono i bullet point da sapere subito. Non c’è il Face ID: si torna al vecchio Touch ID. Quando il Duo è chiuso si trova nel lato destro per il pollice e si sblocca così, ed è compatibile con MaxSave, cosa che non ci aspettavamo. Software-wise si vede subito da chiuso che hanno spostato i bottoni verticalmente sulla destra. Essendo più compatto di un iPhone normale, per dare più spazio allo schermo li hanno messi di lato in una barra verticale. La prima cosa di cui ci si rende conto quando lo si ha in mano e lo si apre è la transizione. È la cosa più bella che abbiamo mai visto. L’abbiamo aperto e chiuso 50 volte. La continuità con cui dal display esterno passa a quello interno senza un briciolo di millisecondo di blocco, che spesso gli altri pieghevoli hanno, è davvero super smooth. Il prodotto hardware-wise è una bomba e merita un 10 con lode già da queste prime impressioni.
Display transizione Touch ID e sensazioni d’uso del Duo
La seconda cosa assolutamente pazzesca è che una volta aperto il Duo ha questo display opaco in nano texture. Numero uno: non fa vedere per niente la piega in mezzo. Un minimo di piega c’è, ma non si sente, non si vede e non dà per niente fastidio, che è la cosa del pieghevole di solito più fastidiosa. Numero due: non ha riflessi. L’abbiamo messo a confronto con un iPhone Pro e anche a confronto con il suo display esterno che non ha questa opacità. Zero riflessi. Guardare un film così significa che in qualsiasi condizione di luce si può guardare senza disturbi di nessun tipo. Immaginate in aereo. La transizione è fluidissima e la sensazione tattile è estremamente naturale. Da chiuso il form factor è comodo, da aperto diventa uno strumento di produttività e intrattenimento. Il ritorno al Touch ID non è un passo indietro: quando è chiuso il sensore è posizionato in modo ergonomico per il pollice destro. La compatibilità con MaxSave amplia le possibilità di utilizzo. I bottoni verticali sulla destra sono una scelta logica data la forma più compatta. Dopo pochi minuti di utilizzo tutto diventa familiare. Il display interno da 7,6 pollici si usa benissimo anche in verticale, e messaggiare in quella posizione è particolarmente comodo. La piega è gestita in modo eccellente: quasi invisibile e non percettibile al tatto. L’opacità della superficie interna elimina i riflessi in modo impressionante, rendendo l’esperienza di visione cinematografica anche in condizioni di luce non ottimali. Questi dettagli fanno capire perché, dopo solo 15 minuti di prova, si continua a pensarci. L’ingegneria dietro al prodotto è di alto livello e supera le aspettative di chi temeva compromessi tipici dei pieghevoli. Il Duo non si limita a essere un telefono che si piega: diventa un dispositivo ibrido che unisce le qualità di uno smartphone e di un piccolo tablet in un unico oggetto portatile e naturale da usare.
Fotocamera Duo Preview software e batteria del pieghevole
Passiamo alla telecamera, che interessa a molti. Non ci aspettavamo il peggio, ma la sorpresa è positiva. Telecamera di base a 48 megapixel e ha la stessa ultra wide del 18 Pro. Quindi il grandangolo c’è, 0,5, meraviglioso, funziona benissimo. Avevamo paura che non ci stesse. Non ha la terza telecamera, quindi lo zoom si ferma a due, e questo è un piccolo peccato, però ha una nuova cosa pensata, secondo noi, proprio per i creator: la chiamano Duo Preview. Tramite un piccolo bottoncino in alto a sinistra della telecamera si può girare completamente il Duo e potersi vedere nel display esterno mentre qualcuno sta scattando o registrando con la telecamera esterna, così da capire dove si è inquadrati. Rivoluzione. Tutti i migliaia di gadget comprati per potersi vedere dall’esterno usando la qualità della telecamera esterna non servono più. Altra figata è che si può splittare lo screen proprio come sull’iPad e quindi lavorare su più app contemporaneamente mettendole una accanto all’altra. Ha una durabilità impressionante: è water resistant, lo si può letteralmente immergere e non succede niente. La cerniera dietro sembra solidissima. Hanno fatto anche le cover, che in realtà sono più di bellezza perché c’è poco da proteggere, e hanno questo sistema per cui quando le apri si vede proprio che sono fatte apposta per l’apertura del Duo: sparisce la crease e riappare a seconda di apri e chiudi. Software-wise hanno annunciato un paio di cose molto interessanti, tra cui il fatto che il sistema operativo capisce quanto lo stai aprendo e chiudendo e risponde di conseguenza. Stai guardando un film? Lo vuoi piegare per appoggiarlo senza bisogno di treppiede? Continui a guardare il film e lui capisce e ti mette sotto i controlli di volume, stop, avanti e indietro per poter vedere e controllare sullo stesso schermo splittato a metà. Se poi lo rigiri, hai anche tutte le funzioni dello standby mode: diventa per esempio una piccola sveglia analogica molto carina. È praticamente un piccolo giocattolo che si può rigirare quanto si vuole. Una pecca di design che un sacco di gente già sta notando è il fatto che, quando lo guardi da chiuso, ha un corner stondato e uno invece quadrato. A noi personalmente non ha dato fastidio e magari in futuro lo miglioreranno. I colori sono due: bianco e blu scuro. Sappiamo che molte andranno per il bianco, ma non sottovalutate quel blu: è elegantissimo e dal vivo, quando lo apri, è impressionante. Sulla batteria abbiamo fatto molte domande perché c’era incertezza. Apple dichiara 24 ore di batteria con una carica, quindi dovrebbe durare tutto il giorno, la stessa durata dichiarata per l’iPhone 18 base. Si potrebbe pensare che la batteria del Duo sia identica a quella del 18 base, ma è incorretto perché non si sa ancora quale sarà esattamente la modalità d’uso del Duo. Se ci pensate, sostituirà un sacco di cose che facciamo. Lo useremo molto di più di un iPhone normale. Lo useremo per disegnare, leggere, sostituire i libri, la televisione. Tante delle cose che adesso facciamo su altri device andranno inserite nel telefono una volta che avremo il Duo. Dipende anche da quanto si usa il display esterno rispetto a quello interno, perché quello interno consuma di più. Quindi la batteria dipende da come effettivamente si usa il Duo, però comunque è una solida bella batteria. Un’altra figata: sul Duo si potrà usare l’Apple Pencil. Per adesso no, arriverà con un nuovo aggiornamento verso fine anno, però immaginate le possibilità. Letteralmente un piccolo iPad in tasca, solo con la versione USB dell’Apple Pencil, quindi se ne avete una vecchia in casa ritiratela fuori.
Prezzi disponibilità e conclusioni su Pro Max o Duo
Il prezzo del Duo è ovviamente alto: 2369 euro, disponibile dal 23 ottobre. Costa tanto, lo sapevamo, ce l’aspettavamo, ma il prodotto per noi si merita un 10 con lode. Dovremo testarlo nel quotidiano e ne riparleremo. Durante il briefing sugli iPhone siamo riusciti a chiarire una serie di domande per essere sicuri di raccontare le cose proprio come stanno. Alcune cose fatte là dentro sono ancora sotto embargo e le vedrete quando usciranno. Per chi si sta chiedendo se prendere l’iPhone 18 Pro Max o il Duo, faremo un piccolo confronto anche su altri canali e poi ne riparleremo qui quando avremo la possibilità di testare tutti i prodotti a fondo. I Pro restano scelte solide per chi cerca continuità e le migliori prestazioni fotografiche, con prezzi intorno ai 1400 euro per il Pro e 1600 euro per il Pro Max, preorder dal 12 e disponibilità dal 18. Il Duo invece apre un mondo nuovo: non è solo un telefono pieghevole, ma un dispositivo che unisce smartphone e tablet in un form factor naturale e sorprendente. La transizione fluidissima, il display opaco senza riflessi, la Duo Preview per i creator, lo split screen, la resistenza all’acqua e le funzioni software che reagiscono all’angolo di apertura lo rendono un prodotto davvero speciale. La batteria di 24 ore dichiarate è un buon punto di partenza, anche se l’uso reale sarà più intenso rispetto a un telefono tradizionale. L’arrivo dell’Apple Pencil a fine anno aggiungerà ulteriori possibilità. In sintesi, se avete un 17 o un 17 Pro Max e non siete particolarmente attratti dal pieghevole, i Pro non giustificano un upgrade forzato. Se invece volete fare un salto o siete incuriositi da un dispositivo che cambia il modo di usare il telefono, il Duo merita tutta l’attenzione del caso. Dalla diretta di Cupertino, con la mela alle spalle, queste sono le nostre impressioni a caldo. Il futuro degli iPhone sembra più interessante che mai.
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16/09/2026 - iPhone 18 Pro e iPhone Duo pieghevole -
Written by Mokik