Tutorial Home

Come creare animazioni 3D spettacolari con Google Earth Studio

Esplorare e animare in maniera spettacolare il mondo intorno a noi non mai stato cos facile e accessibile come oggi L'argomento principale di

Come creare animazioni 3D spettacolari con Google Earth Studio
Tutorial
Esplorare e animare in maniera spettacolare il mondo intorno a noi non è mai stato così facile e accessibile come oggi. L’argomento principale di questa guida è l’utilizzo di Google Earth Studio, uno straordinario strumento gratuito basato su browser che permette di sfruttare i modelli tridimensionali del nostro pianeta per generare filmati unici e personalizzati. Attraverso questa piattaforma, possiamo prendere i luoghi disponibili all’interno del database globale di Google e trasformarli in vere e proprie animazioni cinematografiche. Questo sistema si rivela incredibilmente utile per tantissime possibilità operative: possiamo sfruttarlo per finalità di marketing e comunicazione, per mostrare degli immobili sul territorio, per valorizzare i nostri luoghi di interesse o anche semplicemente per divertirci a creare qualcosa di mai visto prima.

Il software funziona direttamente tramite il browser Google Chrome e richiede un comune account Google per poter essere utilizzato. Non si tratta di un tool ad accesso diretto immediato, poiché la prima volta è necessario compilare un modulo di richiesta inserendo i propri dati e l’utilizzo previsto. Tuttavia, l’approvazione è solitamente istantanea. Una volta effettuato l’accesso, l’interfaccia ci mette a disposizione sia degli avvii rapidi, ideali per chi desidera creare movimenti semplici senza impostare troppi parametri complessi, sia la creazione di progetti vuoti da zero. Attraverso questa seconda modalità si apre una timeline avanzata in cui si lavora con i keyframe per gestire variabili come latitudine, longitudine, altitudine e rotazione della videocamera. I rendering finali possono essere elaborati direttamente nel cloud di Google per ottenere file video in formato MP4 ad altissima definizione, oppure esportati localmente come sequenze di immagini JPEG pronte per il montaggio video. Scopriamo insieme come padroneggiare questo strumento per dare vita a riprese aeree mozzafiato.

Indice



Tutorial video

YouTube Video



Guida agli avvii rapidi e primi passi nell’interfaccia


Per iniziare la nostra avventura con Google Earth Studio, il primo passo consiste nel collegarsi all’indirizzo web ufficiale dello strumento utilizzando il browser Google Chrome. Come abbiamo accennato, l’applicazione richiede un account Gmail classico per effettuare il login. Al primo tentativo di accesso, l’interfaccia ci presenterà un modulo specifico in cui inserire nome, cognome, indirizzo email, il nome della ditta o l’attività svolta e la tipologia di utilizzo che intendiamo fare del software. Anche se la procedura prevede una richiesta formale, nella maggior parte dei casi l’approvazione risulta immediata, consentendoci di entrare nell’ambiente di lavoro dopo pochissimi secondi.

Una volta aperta la schermata principale, ci troviamo di fronte a diverse opzioni operative. Possiamo scegliere di aprire un progetto già creato in precedenza oppure avviarne uno completamente nuovo. Per chi si avvicina a questo strumento per la prima volta, la soluzione migliore è rappresentata dalla sezione situata in basso denominata avvi rapidi. Questa funzione è stata pensata proprio per consentire la generazione rapida e simpatica di animazioni preimpostate, senza la necessità di dover configurare manualmente una quantità eccessiva di parametri geometrici e temporali. Tra i modelli predefiniti più interessanti troviamo lo zoom verso, l’orbita spirale e il volo verso con successiva rotazione intorno a un punto speciale di interesse.

Se selezioniamo ad esempio la modalità zoom verso e premiamo il tasto di inizio, il programma ci chiederà di impostare un punto di interesse. Possiamo digitare una località celebre, come ad esempio il Colosseo a Roma, per osservare come il sistema imposti automaticamente la visualizzazione. La navigazione all’interno dell’ambiente tridimensionale è governata da comandi precisi del mouse combinati con la tastiera. Tenendo premuto il tasto Alt e cliccando con il pulsante sinistro del mouse, possiamo muovere e spostare liberamente l’inquadratura nello spazio. Se utilizziamo il pulsante destro del mouse tenendolo premuto, oppure se agiamo direttamente sulla rotellina centrale, possiamo allontanarci o avvicinarci rispetto al soggetto selezionato.

Un’altra combinazione fondamentale prevede l’uso del tasto Alt per modificare l’altezza dell’osservatore: muovendo il mouse in su o in giù con questo tasto premuto, andiamo a variare l’asse verticale dello sguardo, passando da un punto di vista molto basso a un punto di vista zenitale o viceversa. Questo ci permette di ruotare e scegliere l’inquadratura migliore prima di dare inizio all’animazione vera e propria. Nella modalità di zoom rapido, una volta centrato il corpo del nostro obiettivo, non dobbiamo fare altro che stabilire l’altitudine iniziale da cui far partire il movimento. Impostando ad esempio una quota di partenza pari a 40.000 chilometri di altezza, vedremo la videocamera stringere la visuale e scendere in picchiata fino a raggiungere il bersaglio prescelto. Possiamo definire la durata temporale di questo spostamento: una transizione di soli 5 secondi potrebbe apparire troppo accelerata, motivo per cui è spesso consigliabile estendere il tempo a 20 secondi per ottenere un avvicinamento molto più fluido, rallentato e piacevole da guardare, perfetto per descrivere la posizione geografica di un luogo.


Como creare progetti vuoti e gestire la timeline con i keyframe


Quando gli strumenti di avvio rapido iniziano a starci stretti, è il momento di passare alla creazione di un progetto vuoto da zero. Questa opzione ci permette di avere il controllo totale su ogni singolo movimento della videocamera, consentendoci di personalizzare le dimensioni e la fluidità del filmato finale. Al momento della creazione, possiamo assegnare un nome al nostro file e selezionare il corpo celeste su cui vogliamo lavorare. Oltre al pianeta Terra, Google Earth Studio offre l’incredibile opportunità di esplorare e animare scenari sulla Luna o su Marte. Sebbene la Luna non presenti grandi costruzioni umane e possa farci girare un pochettino a vuoto, rimane una funzionalità spettacolare per verificare cosa si nasconde sui vari lati della superficie lunare.

Nelle impostazioni iniziali del progetto, un ruolo chiave è coperto dalla gestione dei parametri video. Possiamo determinare la durata complessiva esprimendola in fotogrammi totali o in coordinate di tempo tradizionali. Il software lavora sul principio dei frame per secondo, la cui frequenza standard è impostata a 30 fotogrammi al secondo. Questo significa che ogni secondo di filmato è composto da 30 piccole immagini fisse in successione. Di conseguenza, se desideriamo un video della durata di 15 secondi dovremo impostare la timeline su 450 frame, mentre per un video di 20 secondi saranno necessari 600 frame. I professionisti del montaggio video possono persino decidere di impostare il progetto a 60 frame per secondo per ottenere una fluidità estrema e una precisione millimetrica nella selezione dei fotogrammi. Per quanto riguarda le dimensioni del riquadro, lo standard consigliato è il formato Full HD da 1920 x 1080 pixel, ma nulla vieta di modificare l’aspect ratio per creare un taglio più cinematografico, stringendo l’altezza ad esempio a 600 pixel per ottenere un rapporto visivo più stretto.

Una volta confermate le opzioni, l’interfaccia si apre mostrando una configurazione a pannelli. Possiamo decidere di mantenere un unico grande monitor di anteprima oppure attivare la vista a due pannelli. Questa seconda opzione si rivela molto comoda perché, oltre alla visuale della videocamera, mostra una mappa dall’alto che traccia la posizione e lo spostamento esatto del nostro punto di osservazione rispetto ai punti cardinali nord e sud. Attraverso la barra di ricerca integrata, possiamo digitare il nome di qualsiasi località nel mondo, come Piazza Duomo o il Battistero di Parma, e il sistema ci catapulterà immediatamente sul posto.

Il cuore pulsante dell’animazione personalizzata è rappresentato dalla timeline e dal sistema dei keyframe, chiamati anche punti chiave, che sono gli stessi strumenti utilizzati nei software professionali di montaggio video. Per animare una scena, dobbiamo muoverci nel tempo e nello spazio fissando dei fotogrammi chiave. Ci posizioniamo al frame zero, troviamo l’inquadratura di partenza ideale regolando altitudine, rotazione e inclinazione, e premiamo il pulsante per aggiungere i fotogrammi chiave a tutti gli attributi disponibili. Successivamente, ci spostiamo in avanti lungo la timeline, ad esempio a distanza di 5 secondi, muoviamo manualmente la visuale nel punto di arrivo desiderato e inseriamo un nuovo blocco di keyframe. Quando modifichiamo una visuale rispetto al punto precedente, la timeline si colora di giallo per segnalarci che la configurazione è cambiata e richiede il salvataggio del nuovo punto di riferimento. Premendo la barra spaziatrice, possiamo avviare la riproduzione in anteprima e osservare come la videocamera si sposti in modo automatico e continuo dal primo punto chiave fino al secondo, ruotando e inclinandosi secondo le nostre precise disposizioni geometriche.

[ADSENSE]100

Le opzioni di rendering in cloud e l’esportazione locale in JPEG


Una volta completata la strutturazione dei movimenti della videocamera lungo la nostra timeline, il passaggio cruciale per trasformare il progetto in un contenuto fruibile è la fase di rendering. Google Earth Studio mette a disposizione degli utenti due strade ben distinte per generare l’output finale: il rendering tramite l’infrastruttura in cloud di Google e il rendering locale eseguito direttamente sul proprio computer. Ognuna di queste metodologie presenta caratteristiche specifiche che si adattano a differenti flussi di lavoro e competenze tecniche nel campo della produzione di contenuti multimediali.

La prima opzione, fortemente consigliata per la sua semplicità e immediatezza, è il rendering in cloud. Quando attiviamo questa modalità, tutto il carico di calcolo necessario per elaborare i fotogrammi alla massima definizione viene trasferito sui server remoti di Google. Durante la configurazione, possiamo definire l’intervallo di fotogrammi da includere nel file, ad esempio dal frame 0 al frame 600, e configurare la posizione delle attribuzioni di testo. Un aspetto di fondamentale importanza, esplicitamente richiesto in tutti i passaggi di utilizzo della piattaforma, è l’inserimento della dicitura Google Earth all’interno del filmato. Il software permette di personalizzare l’allineamento di questo testo obbligatorio, consentendoci ad esempio di spostarlo in un angolino a sinistra per preservare la pulizia visiva della parte centrale dello schermo. Nelle opzioni avanzate possiamo inoltre impostare parametri aggiuntivi relativi alla qualità finale delle texture delle immagini tridimensionali, allo stile grafico della mappa e alla creazione di eventuali effetti a immagine sferica. Una volta inviato il comando, i server prendono in carico il lavoro. Nel giro di pochi minuti, il sistema invia una notifica interna all’interfaccia e una email riassuntiva che avvisa del completamento della procedura, fornendo un link diretto per il download di un file MP4 pronto, pulito e finito, caratterizzato da un livello di dettaglio e definizione decisamente superiore rispetto all’anteprima a bassa risoluzione mostrata nel browser durante la fase di editing.

La seconda strada è rappresentata dal rendering locale su computer in sequenza di immagini JPEG. Scegliendo questa opzione, dobbiamo selezionare una cartella di destinazione posizionata sul nostro desktop o all’interno del nostro disco rigido e avviare il processo. Il software inizierà a scaricare e salvare una per una tutte le immagini fisse che compongono l’animazione. Se il nostro progetto prevede una durata di 15 secondi a 30 frame al secondo, il programma creerà all’interno della cartella esattamente 450 singoli file JPEG, numerati in ordine progressivo.

È fondamentale comprendere che l’esportazione locale in sequenza di immagini non genera in modo automatico un file video leggibile dai comuni player multimediali. Questa modalità si limita a fornirci l’intelaiatura fotogramma per fotogramma di tutti i vari passaggi dell’inquadratura. Di conseguenza, se vogliamo ottenere un filmato continuo, dobbiamo necessariamente importare l’intera sequenza di immagini all’interno di un programma esterno di montaggio video per unirle e rimontarle insieme. Sebbene questo passaggio non sia eccessivamente difficile da eseguire, potrebbe risultare non ideale e piuttosto complesso per tutti coloro che non hanno alcuna dimestichezza o pratica con i software di editing e post-produzione cinematografica. In tutti questi casi, l’esportazione in cloud rappresenta indubbiamente la scelta vincente.


Analisi della qualita 3D e tecniche di ripresa stile drone


Quando si pianifica un’animazione complessa all’interno di Google Earth Studio, un elemento determinante che influenza il risultato finale è la qualità e la definizione dei modelli tridimensionali disponibili nel database geografico. Come si può facilmente riscontrare effettuando alcuni test di navigazione, la precisione dei dettagli geometrici non è uniforme su tutta la superficie del pianeta, ma varia in modo considerevole in base all’importanza e alla grandezza della località che decidiamo di inquadrare. Grandi metropoli internazionali come New York o Tokyo dispongono di immagini 3D estremamente definite e spettacolari. Muovendoci tra i grattacieli della Fifth Avenue o attorno alla Trump Tower, il livello di dettaglio è talmente elevato da permetterci quasi di guardare dentro le finestre degli edifici, scorgendo in modo nitido la sagoma delle automobili, la presenza dei chioschi lungo i marciapiedi e la struttura dettagliata degli elementi stradali.

La situazione cambia quando andiamo a lavorare su realtà urbane di dimensioni inferiori o su contesti locali, come ad esempio la città di Parma. In questi casi, la definizione dei modelli tridimensionali può essere definita discreta ma non ottimale. Se proviamo ad avvicinarci eccessivamente alla facciata del Battistero o del Duomo di Parma, noteremo subito che le superfici non appaiono perfette e che nell’animazione si riscontra qualche glitch visivo o qualche discrepanza geometrica. Questo accade perché le immagini satellitari e le ricostruzioni poligonali non vengono aggiornate in tempo reale, ed è un fattore che dobbiamo sempre tenere in seria considerazione, specialmente se dobbiamo mostrare luoghi che hanno subito recenti lavori di ristrutturazione o modifiche strutturali, come ad esempio la Sagrada Familia a Barcellona.

Per ovviare a questi limiti tecnici e ottenere comunque filmati dall’impatto visivo straordinario, possiamo applicare specifiche tecniche di ripresa che ricalcano i movimenti tipici di un drone professionale. Se la qualità tridimensionale di un edificio non è al massimo livello, il segreto consiste nel posizionare la videocamera a una distanza maggiore, evitando zoom eccessivamente ravvicinati. Rimanendo leggermente più lontani dal soggetto, le imperfezioni delle texture tendono a scomparsa, garantendo comunque un ottimo effetto visivo complessivo. Per realizzare una ripresa in perfetto stile drone sulla città, è consigliabile impostare movimenti lineari e molto fluidi. Possiamo posizionare l’inquadratura a una quota relativamente bassa, ad esempio attorno ai 70 metri di altezza, e tracciare uno spostamento rettilineo che sorvola i tetti dei palazzi.

Un’altra tecnica molto efficace è il volo circolare intorno a un monumento. Per eseguirlo correttamente, dobbiamo assicurarci di posizionare i punti chiave in modo che la videocamera mantenga il soggetto sempre perfettamente centrale all’interno del riquadro durante tutta la rotazione. Il fattore decisivo per dare un tocco cinematografico e realistico alle nostre riprese è la velocità del movimento: se i passaggi tra un fotogramma chiave e l’altro sono troppo ravvicinati nel tempo, la videocamera si muoverà in modo brusco e accelerato, creando un effetto artificiale. Impostando invece transizioni ampie e rallentate, l’animazione simulerà perfettamente il comportamento di un vero velivolo radiocomandato, offrendo agli spettatori una sensazione di volo fluida, elegante e altamente professionale, ideale per valorizzare qualsiasi territorio o progetto immobiliare.

Salsomaggiore Terme (Tutorial) - 17/06/2026 - Come creare animazioni 3D spettacolari con Google Earth Studio

Link referral

In questo articolo, potrebbero essere presenti alcuni link referral, che sono speciali link che ci permettono di ottenere una piccola commissione se decidete di effettuare un acquisto o di registrarvi a un servizio dopo aver cliccato su di essi. I link referral sono comunemente utilizzati per sostenere il costo delle operazioni del sito web e per continuare a fornire contenuti di qualità agli utenti come voi.

Tuttavia, tenete presente che i link referral non influenzano il nostro giudizio o il contenuto dell’articolo. Il nostro obiettivo è fornire sempre informazioni accurate, approfondite e utili per i nostri lettori. Speriamo che questi link referral non compromettano la vostra esperienza di navigazione e vi invitiamo a continuare a leggere i nostri articoli con fiducia, sapendo che il nostro impegno è offrirvi sempre il meglio.
Amazon Sostieni MrPaloma facendo acquisti su Amazon partendo da questo link amazon.it.
NordVpn Proteggi la tua navigazione e sostienici: acquista NordVPN tramite il link affiliato! Nord Vpn

Amazon Prime | Amazon Music Unlimited | Prime Video | Amazon Business | Kindle Unlimited | Amazon Wedding List | Prime Student
© MrPaloma 2026 - Editor OnLine - Trascrivere video YouTube -
Privacy | Cookie Policy | Termini di Servizio | Gestisci preferenze cookie